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mercoledì 18 gennaio 2012

L' UTOPIA DI DON CHISCIOTTE

 "Cosa c'è nel testo capace di spiegare il fallimento del generoso hidalgo?
1) Il fatto che Don Chisciotte fallisca quando inverte la relazione tra ideale e reale, quando rifiuta i cambiamenti della realtà che vuole fortemente trasformare. Basta ricordare le avventure in cui scambia la locanda per un castello, i mulini a vento per giganti. Così non può cambiare la realtà.
2) Don Chisciotte fallisce, con se stesso, perchè la sua assoluta fedeltà ai propri principi gli impedisce di adattare le sue azioni ai cambiamenti della realtà e farsi carico delle conseguenze.
3) Don Chisciotte fallisce anche a causa della inadeguatezza tra gli ambiziosi fini che vuole realizzare e gli scarsi mezzi di cui dispone: il vecchio ronzino che cavalca e una lancia spuntata come arma.
4) Fallisce con se stesso perchè le condizioni sociali, le istituzioni dell'epoca, l'ideologia assolutista e quella cattolica della controriforma dominante rendono impossibile l'umanesimo, di stampo erasmiano, che Don Chisciotte incarna.
E infine fallisce perchè lo sforzo chisciottesco, a causa del suo carattere solitario, individuale, senza la solidarietà e l'attività collettiva necessaria, è condannato all'impotenza. La realizzazione del bene sulla terra non è un'impresa individuale ma collettiva e sociale.
 ...con questo Cervantes sostiene ciò che si capisce da una lettura della sua opera come un'utopia:
1) Un'utopia, come quella chisciottesca, è destinata al fallimento.
2) Questo non significa, tuttavia, la fine dell'utopia. L'utopia è tanto necessaria e inevitabile come l'aspirazione ad una vita migliore, più degna, più libera,  più giusta e più egualitaria. Tanto necessaria ed imperiosa che, come dimostra l'ingegnoso hidalgo, vale la pena correre dei rischi, ostacoli che bisogna evitare per la sua realizzazione.
3) Questa utopia, necessaria per trascendere il momdo esistente e vivere una vita migliore, diventerà una follia se non si considera la realtà che si vuole cambiare."

Adolfo Sànchez Vàsquez 
dal discorso pronunciato in occasione della consegna della laurea honoris causa dell'Università Autonoma dello Stato di Morelos - Cuernavaca, Morelos (9/11/2005)
(trad. Gabriella Ruggiero) 
MEMO !!!
And live curious and think potential!

venerdì 7 ottobre 2011

A impatto zero o la Doute

Apateia, aporein, epoché.
Non conosco il greco. Ho studiato secoli fa filosofia, ed ho letto, tempo fa, dei libri di Luciano De Crescenzo. Per questo mi permetto di citare queste parole, che, tradotte, significano: distacco dalla passione, dubbio, sospensione del giudizio, parole che contengono una definzione di libertà come indipendenza dai bisogni.
Questa la premessa.
Una cara amica tedesca, con qualche anno più di me ed una vita difficile, ha definito questo blog zu negativ, troppo negativo. E mi ha consigliato di interessarmi degli altri ( o di altro?rivedrò la traduzione dal tedesco).
Io mi sono sempre interessata fin troppo degli altri, trascurando troppo spesso me stessa.
Mi sono sempre interessata fin troppo del mondo, trascurando i miei obiettivi, perdendo la strada maestra che non sempre sono riuscita a ritrovare.
Più che negativa, sono italiana, di questa Italia sempre più piena di contraddizioni un tempo regolate dalle convenzioni e da valori solidi.
L' Italia con un territorio stretto e lungo in mezzo al mare, che ci fa ghiotto boccone un tempo di conquiste, oggi di basi militari ed interessi svariati. Ma che mare ci sta attorno!!! E le montagne? Abbiamo il monte più alto d'Europa,il Monte Bianco, l'Altopiano più alto col prato più esteso, l'Alpe di Siusi, opere d'arte a non finire, storia che gli USA probabilmente ci invidiano, perchè la loro ha solo duecento anni, dato che hanno cancellato con violenza quella dei nativi. E abbiamo le discariche a cielo aperto, i rifiuti di Napoli, la mancanza di senso civico, la lode del furbetto evasore fiscale, la mafia.
Abbiamo Rubbia, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Giorgio Bocca, Dario Fo, Benigni e Travaglio, Napolitano, e tutti quegli splendidi cervelli che lavorano meno alla luce del sole. E abbiamo la Banda Bassotti, con le sue becere affermazioni ignoranti sul nucleare prodotto dalla scissione delle cellule, o il tunnel di 730 chilometri tra Ginevra e il Gran Sasso.
Non so se avrò la pensione, non so se i miei figli troveranno lavoro ed abito in un Nord Italia che odia l'extracomunitario , ma lo sfrutta a piene mani per avere manodopera in nero, e non pagare le tasse, ed è ricco anche per questo.
Nota per chi non sapesse : extracomunitario è anche lo statunitense e lo svizzero.
Allora, come posso non essere zu negativ?
Sono brianzola, mi sono sempre tirata sù le maniche coi proverbi della mia mamma : vale più un andare che cento andiamo, chi fa da sè fa per tre, aiutati che il ciel ti aiuta, mai paura, non tutta l'acqua buttata sul muro finisce a terra, ecc.
Ho vissuto gli strascichi del '68, con ancora barricate e paura delle sprangate a Città Studi, passando dalla Facoltà di Agraria.
Ma ora ,a 57 anni anni, ho paura. Forse, da vecchio Don Chisciotte abito nel mondo di Utopia. E cerco di capire cos'è veramente importante, e cosa vale la pena di tenersi stretto, cose che nessuno può portare via ,qualsiasi governo, o situazione economica ci sia. Ciò che nessun ladro possa rubare.
Per essere libera.