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giovedì 16 febbraio 2012

ASTRONOMIA

Sono affascinata dal lavoro eccezionale svolto dal Gruppo Astrofili di Saronno! Immagini stupende del cielo!
Queste sono del Prof. Lorenzo Comolli, ( http://www.astrosurf.com/comolli/) innamorato dello spazio profondo, poeta dell'astronomia, che usa le immagini come parole intriganti.
Seguendo le loro newsletter, mi dispiace di non poter appartenere al loro gruppo, che necessita di conoscenze e di materiali che io non posseggo. Nel frattempo mi godo il loro lavoro!

                                                      
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Total Lunar Eclipse 2007                     Mars 2003
                                      



Costellazioni


martedì 14 febbraio 2012

PATRIA

"La vera Patria è avere un luogo dentro di noi, dove poter ritornare, se stai bene con te.
Tante volte abbiamo bisogno di una società di calcio, di una bandiera, di una religione, di un gruppo di appartenenza perchè non stiamo bene con noi stessi." 
Josefa Idem - da " Che tempo che fa" - Rai 3 - Domenica 12 febbraio

Chapeau!


mercoledì 8 febbraio 2012

GRAZIE

Ringraziamento

da "Vista con granello di sabbia"

Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.

La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.

Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
n´ riesce a toglierlo.

Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore non perdonerebbe mai.

Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.

I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.

E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.

E' merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.

Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.

"Non devo loro nulla" -
direbbe l'amore
su questa questione aperta.

Wislawa Szymborska




Sassate

Ho provato a parlare.
Forse, ignoro la lingua.
Tutte frasi sbagliate.
Le risposte: sassate. 


Giorgio Caproni


Postato su Facebook dal mio pen-friend Danilo Colombo

martedì 7 febbraio 2012

GLI ITALIANI E L'ITALIANO

Gli italiani sono buffi. Io sono buffa, che sto qui a far la maestrina, ma da buona lombarda, ho succhiato il passato prossimo ovunque e l'articolo davanti al nome proprio, insieme al latte della balia. E sono buffi i toscani, che sbandierano la purezza della lingua perchè hanno 'l'Arno in cui sciacquarla' e dicono "Noi si va a Pisa" : allora chi va a Pisa? Noi o un tizio non ben identificato?
Penso che ogni parte d'Italia abbia il suo errore grammaticale o di pronuncia, ma siamo sicuri che gli inglesi che ci stanno imponendo la loro lingua possono fare i puristi-detta-leggi? La lingua inglese è parlata in tutto il mondo, grazie anche al linguaggio settoriale obbligatorio dell'informatica, ma che inglese è? Ognuno ci mette del suo, e a volte risulta incomprensibile.
Ogni lingua è frutto di una storia e di una cultura, e se non visiti il paese che la parla, rischi di fare errori madornali, per esempio, omettendo l'articolo 'je' in francese : il francese abitante della Francia da cento generazioni, è convinto di essere il centro dell'Universo, e guai a dimenticarlo! Tedeschi ed inglesi vogliono essere un po' ipocritamente ' polite', e ti affliggono di condizionali per salvare la faccia : vorrei, le spiacerebbe, penserei...
Ecco, però è proprio questo che merita rispetto, questa è la magia del mondo, il gioco intrigante che fa del turista un viaggiatore , cioè visitare gente e luoghi diversi, addentrarsi attraverso la lingua parlata, nei meandri della storia, della geografia e della mente umana.


lunedì 6 febbraio 2012

Scrivere un curriculum secondo la poesia

Scrivere un curriculum

da "Vista con granello di sabbia"

Che cos'e' necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si e' vissuto
e' bene che il curriculum sia breve.
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di piu' chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perche'.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Wislawa Szymborska

CHE TEMPO CHE FA

  Luciana Littizzetto, epurata dal suo colorito linguaggio, non dice cose stupide, anzi! E ieri sera, alla trasmissione condotta da Fazio, ha commentato perfettamente le angosce sul tempo atmosferico, che sembrano aver colto schizofrenicamente gli italiani.
Trovo più preoccupante che ci siano stati 15 gradi a Natale, di questo freddo , identico a quello che io ricordo da bambina, coi nebbioni, coi ghiaccioli sui vetri delle finestre, con gli 'scaldini' tenuti sulle stufe  'economiche', quelli da mettere nel letto. Gli ultimi giorni di gennaio venivano chiamati "i giorni della merla" ed erano giorni in cui nessuna maglia di lana ti difendeva abbastanza.
Oggi muoiono persone per il freddo e la neve. In Italia! Muoiono perchè colpiti da infarto mentre spalano la neve che qualcuno più giovane potrebbe spalare. Muoiono perchè dopo il terremoto in Abruzzo qualcuno  si è intascato i soldi per la ricostruzione. Muoiono perchè se sei un barbone, lo Stato è solo in grado di permettere ad un telegiornale a caso di dire ai barboni di non uscire di casa.
Pretendiamo di vivere con gli stessi ritmi sempre, estate ed inverno, in nome di una moda o putroppo costretti  per lavoro, magari l'unico che abbiamo trovato, in cui il datore di lavoro ci fa continuamente notare che tanta gente ha voglia di lavorare ma i posti sono pochi.
Presi dalla fame, dalla moda o dallo Stato latitante, non sappiamo o possiamo rispettare quello che disse Bacone : "Alla natura si comanda,ubbidendole.". Non ultimo,a causa di  un mondo che ci spinge a essere perennemente giovani fisicamente, con tonnellate di Viagra usati, con ormoni che girano quasi quanto le Aspirine.
Non ci meravigliamo dei 15 gradi a Natale. Vediamo solo l'importo della bolletta del gas, che, MERAVIGLIA!, rimane invariato anche se tu consumi sempre meno. 
Mi sento dire ;"Cosa parlano di riscaldamento globale, se si gela!" 
Ho seguito parecchie trasmissioni su Sky Science, ed ho approfondito il più possibile su Internet, sui libri di Al Gore, tenendo conto del tempo a mia disposizione e del mio livello di istruzione. Non sono una scienzata. Ma, soprattutto, mi sono rifiutata di basarmi sulle assurdità compiacenti dette da qualche 'sgallettata' di qualche rete privata a caso. Ed ho avuto questa molto logica spiegazione, che ho discusso con mio marito, persona estremamente intelligente e molto, molto più preparata di me su questioni scientifiche.
Il riscaldamento globale, in modo subdolo, a decimi di grado, fa sciogliere i ghiacci, che riversano le loro acque gelide degli oceani. Questo fa diminuire apparentemente, ma soprattutto momentaneamente la temperatura delle zone abitate . Non sarà della mia generazione il vedere il disastro, forse. Ma ci sarà. Se non imponiamo alle industrie,soprattutto a quelle piccole, per esempio quelle che costeggiano il Lambro, usato come canale di scolo, una regolamentazione nelle emissioni. SE non impariamo che 'mezzo pubblico è bello' (tanto la FIAT le auto le fa fare altrove, per cui agli operai italiani non viene in tasca nulla), e prendiamo i SUV, che gli idioti comprano per moda, e li graviamo di una tassa mostruosa, data la quantità spaventosa di schifezze che emettono. SE non impariamo a dosare l'acqua : una volta eravamo puliti anche quando non avevamo il bagno in casa, senza far scorrere per ore l'acqua della doccia. Ed insegnavamo ai bambini che bisogna cercare di non sporcarsi, non ridevamo se qualcuno di loro ci metteva una manina sporca di cioccolato sullla camicetta, dicendo "tanto c'è il prodotto tal-dei-tali che smacchia".
Già lo dissi in passato : la vita è un viaggio che non si può compiere gravati da pesi inutili. I bisogni che ci hanno creato sono veramente bisogni? Quanto possiamo essere liberi ? Quando ci decideremo ad usare quel tanto di cervello critico che ci permette di non farci abbindolare, che ci permette di lottare per ciò che è giusto, e riappropriarci di noi stessi e della nostra vita?








giovedì 26 gennaio 2012

L'ANACOLUTO NON E' UNA PAROLACCIA

  "Piccola guida destinata  chi ama e rispetta la lingua italiana".
Così s'intitola una libretto distribuito da 'Cultura e beni culturali' della  Provincia di Milano, nelle scuole nel 2004.
  E' un meraviglioso bigino di Italiano, che io consulto spesso, anche se la mia casa è piena di grammatiche di ogni tipo e ad ogni livello.E mi ha colpito questa definizione di una figura retorica di sintassi che , come tutte le figure retoriche e la metrica, sono tanto odiate dagli studenti, soprattutto da quelli delle Superiori.
  Cito :
"L' anacoluto, dal Greco "sconnesso", "non corrispondente", consiste nella mancanza di un legame tra l'inizio di un periodo e la parte seguente, che introduce un soggetto diverso."
E cita degli esempi come : "ANACOLUTO : Un soldato che fugge, tutti pensano che sia un vigliacco.
                                          FORMA CORRETTA  : Tutti pensano che un soldato che fugge sia un vigliacco."
Ma soprattutto cita esempi d'autore, con licenza di scorrettezza :
      "Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro." A.Manzoni  ("Promessi sposi" cap.XXXV)
    "Un religioso che, senza farvi torto, val più un pelo della sua barba che tutta la  vostra."    A.Manzoni              ("Promessi sposi" cap.XVII)    
Sarò una pazza aliena ma queste cose m'intrigano, forse perchè per me adesso sono un puro esercizio mentale.





domenica 22 gennaio 2012

IL TEMPO PER SCRIVERE

 Il tempo per scrivere, come il tempo per leggere, è un lusso che si paga spesso a caro prezzo.
E' un bisogno, una necessità, una malattia, una fede, che si porta avanti anche lavorando otto ore al giorno a 40 chilometri da casa, anche con i figli piccoli. E una donna si sente e viene sempre fatta sentire in colpa per questo.
 Mi sono sentita dire ultimamente : " Devi essere ricca per non lavorare!" oppure "Hai tempo da perdere, per passare tempo a fare qualcosa di inutile come scrivere su un blog (che qualcuno ha definito di élite)".
 Sì, ho tempo, non ho scelto di averne tanto, ma lo considero un privilegio e so quanto mi costa. E lo dedico alla mia leggenda personale, al mio essere voce nel deserto .
 Si accettano commenti.

giovedì 19 gennaio 2012

LA VECCHIA FERROVIA

 Certe premesse sono doverose oltre che necessarie, anche se rendono un'argomentazione spesso un po' pesante.
Allora comincio.
 Ho visitato luoghi che mi hanno allargato l'orizzonte fino a farlo diventare l'infinito anche se non lontani migliaia di chilometri. Basilea, cosmopolita, col suo scorrere maestoso del Reno, con la sua coscienza profondamente ecologica nei trasporti. Barcellona, in cui sono vissuta tre mesi, con il suo mare, le opere d'arte di Gaudì, i suoi viali immensi e il suo Eixample, la sua lingua rotolante, più facile da capire leggendola che sentendola parlare. Ma più vicino, la nostra splendida Italia, provinciale, troppo abitata ma speciale, unica, irripetibile coi suoi mari e le sue montagne così profondamente diverse in ogni aspetto anche umano, andando da Ovest a Est, montagne come le Dolomiti, che io adoro, che sono il mio personale 'bosone di Higgs'. Forse perchè i "Denti di Terrarossa", all'Alpe di Siusi, mi ricordano tanto le guglie del Duomo di Milano.
  Nella mia travagliata, schizzata neverending story con i miei studi, oltre che con la mia vita, ho avuto la fortuna e l'immenso privilegio di conoscere persone e di visitare o vivere in luoghi, come quelli di cui ho parlato prima, che se non fossero mai esistiti avrebbero dovuto essere inventati, esseri umani e posti più che speciali che mi hanno aiutato a vivere, a crescere.
  Alla Facoltà di Farmacia della Statale ho conosciuto quello che ora è mio marito; ho avuto un compagno di studi speciale, che mi è stato vicino quando è morto mio padre ; il Professor Fantucci, col suo smisurato amore per la Termodinamica, col suo concetto profondo di Entropia, e tanti altri.
  Allo IULM ho avuto soprattutto tre Professori che cito  con orgoglio : Madame Nicole Brissaud e il Professor Ogliari, compianto e mai dimenticato dal mondo, con cui ho seguito il corso di Geografia dei Trasporti.
 Non voglio mancare di rispetto o di stima a chi non ho citato, soprattutto a Franca e Lorenzo che sono stati il mio supporto morale e pratico allo IULM. ma non posso far durare questo Post per mesi.
Proprio il Professor Ogliari mi ha introdotto al mondo dei trasporti, lui e il suo Museo di Ranco, e il suo smisurato amore per i treni. Ha parlato della ferrovia che sarà riaperta a breve al pubblico : la Seregno-Saronno-Novara-Malpensa, una delle più antiche, quella che mio padre prendeva per andare a lavorare, quella che durante la Seconda Guerra Mondiale era a rischio, perchè passava vicino alla polveriera di Ceriano Laghetto.
 Sono venuta qui ad abitare un tot di anni fa, e mi mancava un mezzo di comunicazione col mondo. Ora l'avrò, ma vengo guardata male, nella mia gioia, da alcuni o molti abitanti. Qualcuno si è dimostrato persino preoccupato perchè questo quartiere di Seveso, Baruccana, potesse essere invaso da troppi 'furest'. Io ci vedo solo un mezzo per poter girare il mondo senza la schiavitù dell'auto.
  E mi perdonino Marchionne e gli operai FIAT.







mercoledì 18 gennaio 2012

L' UTOPIA DI DON CHISCIOTTE

 "Cosa c'è nel testo capace di spiegare il fallimento del generoso hidalgo?
1) Il fatto che Don Chisciotte fallisca quando inverte la relazione tra ideale e reale, quando rifiuta i cambiamenti della realtà che vuole fortemente trasformare. Basta ricordare le avventure in cui scambia la locanda per un castello, i mulini a vento per giganti. Così non può cambiare la realtà.
2) Don Chisciotte fallisce, con se stesso, perchè la sua assoluta fedeltà ai propri principi gli impedisce di adattare le sue azioni ai cambiamenti della realtà e farsi carico delle conseguenze.
3) Don Chisciotte fallisce anche a causa della inadeguatezza tra gli ambiziosi fini che vuole realizzare e gli scarsi mezzi di cui dispone: il vecchio ronzino che cavalca e una lancia spuntata come arma.
4) Fallisce con se stesso perchè le condizioni sociali, le istituzioni dell'epoca, l'ideologia assolutista e quella cattolica della controriforma dominante rendono impossibile l'umanesimo, di stampo erasmiano, che Don Chisciotte incarna.
E infine fallisce perchè lo sforzo chisciottesco, a causa del suo carattere solitario, individuale, senza la solidarietà e l'attività collettiva necessaria, è condannato all'impotenza. La realizzazione del bene sulla terra non è un'impresa individuale ma collettiva e sociale.
 ...con questo Cervantes sostiene ciò che si capisce da una lettura della sua opera come un'utopia:
1) Un'utopia, come quella chisciottesca, è destinata al fallimento.
2) Questo non significa, tuttavia, la fine dell'utopia. L'utopia è tanto necessaria e inevitabile come l'aspirazione ad una vita migliore, più degna, più libera,  più giusta e più egualitaria. Tanto necessaria ed imperiosa che, come dimostra l'ingegnoso hidalgo, vale la pena correre dei rischi, ostacoli che bisogna evitare per la sua realizzazione.
3) Questa utopia, necessaria per trascendere il momdo esistente e vivere una vita migliore, diventerà una follia se non si considera la realtà che si vuole cambiare."

Adolfo Sànchez Vàsquez 
dal discorso pronunciato in occasione della consegna della laurea honoris causa dell'Università Autonoma dello Stato di Morelos - Cuernavaca, Morelos (9/11/2005)
(trad. Gabriella Ruggiero) 
MEMO !!!
And live curious and think potential!

domenica 8 gennaio 2012

LE PALLE DEL TORO

Da qualche anno non vado in Galleria a pestare le 'palle del toro'a Capodanno.
Mi manca Milano!
E' una città di cui mi sento parte, o lei è parte di me.
Non ci sono nata ma la ringrazio di esistere, e mi dispiace di averla lasciata.
Come scrisse Isabel Allende : è un posto dove posso essere me stessa o qualsiasi versione di me stessa io voglia inventarmi.

Parenti e rancore

Dopo tanti faticosi giorni, ho una sola breve nota.
Tutti sostengono che siano i soldi a creare i Caino ed Abele, a dividere famiglie, a far litigare fratelli e sorelle, ad odiare madri e padri.
Non è vero, non è solo quello!
Anzi, penso che sia ben altro, che sia il fatto di percepire differenze affettive anche negli averi, case, soldi o gioielli che siano.
Ogni sentimento di disuguaglianza, ogni carezza non ricevuta, ogni sentimento non corrisposto, crea silenzio, ed ogni minuto di silenzio mette un mattone, e pian piano i mattoni diventano muro ed il muro Himalaja.
Se sei fortunato, se hai avuto vicino le persone giuste al momento giusto, se sei "cresciuto", anche se non sei diventato ricco, se non sei nessuno, hai la consapevolezza che il passato è il passato, e che chi ti ha fatto del male in anni importanti , merita solo tanta compassione,che non è pietà, ma tristezza per aver capito qualcosa che l'altra persona non ha capito, per sapere che le cose importanti sono così poche! 
La vita è così breve! Ci roviniamo il presente ed il futuro, che non sappiamo se sarà di un' ora o cent'anni.
Chiusi nell'astio, nel rancore, nell'amarezza, ci impediamo di vedere il sole, il mare, la cima di una montagna, il sorriso di un passante, una carezza inaspettata, e molto altro che abbiamo ora.
Dobbiamo essere consapevoli di questo come della nostra impotenza di fronte a ciò che sta fuori di noi, essere 'araba fenice' di fronte alla vita, piangere un poco, poi sorridere alla propria immagine allo specchio, a quella vera, fatta della conoscenza di noi stessi, con la curiosità perenne verso il mondo.

lunedì 19 dicembre 2011

C'è un canto dentro di me







C'È UN CANTO DENTRO DI ME

Giovanni Papini

   

   

C'è un canto dentro di me che non potrà mai uscire dalla mia bocca - che la mia mano non saprà scrivere sopra nessun pezzo di carta.
C'è un canto dentro di me che devo ascoltare io solo - che devo soffrire e sopportare soltanto io.
C'è un canto chiuso nelle mie vene come gli adagi celestiali nelle canne argentate degli organi - c'è un canto che non fiorirà come la radice del giaggiolo sepolta sotto la frana.
C'è un canto dentro di me che che resterà sempre dentro di me.
Se questo canto uscisse dal mio cuore romperebbe il mio cuore.
Se questo canto fosse scritto dalla mia mano nessun'altra parola più potrebbe scrivere la mia mano.
Questo canto non sarà detto che nell'ultima ora della mia vita; questo canto sarà il principio d'una felice agonia.
C'è un canto dentro di me che non può uscire fuori di me perché non furono ancor create le parole necessarie.
Un canto senza misura e senza tempo; senza ritmo e senza leggi.
Un canto che non può adagiarsi in nessuna forma e che spezzerebbe qualunque linguaggio.
Un canto che nessuno potrebbe ascoltare senza che la sua anima fosse sgomenta dalla sorpresa e ricolorata da un altro sole.
Un canto più respirato che detto, più presentito che manifestato: suono di luci, raggio d'accordi.
Un canto che non desidera nessuna musica perché sarebbe più melodioso d'ogni strumento conosciuto.
Dentro il mio cuore così grande che a giorni contiene l'universo questo canto è così grande che ci sta a gran fatica. Nei minuti più angosciosi della vita questo canto vorrebbe traboccare dal mio cuore troppo stretto come il pianto dagli occhi di chi piange se stesso. Ma lo respingo e lo ringhiotto perché insieme a lui anche il sangue del mio cuore traboccherebbe con la stessa furia voluttuosa. Lo rinchiudo in me stesso perché non voglio ancora morire.
Son la vittima docile di questo canto divino e omicida. Debbo serrare il cuore come la porta di una carcere e soffocare i suoi battiti soprumani come tanti rimorsi. Ed essere, con tutta la mia tenerezza, il feroce a cui non s' accostano i deboli.
Perché il mio canto sarebbe uno spaventoso canto d'amore e quest'amore brucerebbe tutto quello che tocca.
L'amore che riscalda soltanto è appena tiepido ma il vero amore nel medesimo soffio bacia e distrugge.
Quest' amore sarebbe così splendente d'infocata bramosia che in quel giorno la terra illuminerebbe il sole e la mezzanotte sarebbe più ardente del più bruciato meriggio.
Ma io non canterò mai questo terribile canto che mi consuma senza che nessuno abbia compassione del mio tormento.
Non canterò questo canto meraviglioso che la mia paura rinnega e che fa tremare la mia debolezza.
Non canterò questo canto perché nessuno potrebbe sostenerne l'infinita, la straziante, la dolorosa dolcezza.
   

(da Opere di Giovanni Papini. Volume diciassettesimo. Poesia in prosa. Cento pagine di Poesia - Giorni di Festa. Nuova edizione con molte aggiunte, Vallecchi, Firenze, 1932, pp. 273-276. Originariamente in Cento Pagine di Poesia, 1915, con qualche leggera differenza).


Se la Letteratura Italiana  e gli autori classici ci venissero insegnati a partire da certe loro opere senza tempo, senza luogo se non nell'animo ...

giovedì 15 dicembre 2011

Esperanto

Parlando con qualsiasi straniero, nella mia vita e nei miei (pochi) viaggi, ho sempre utilizzato ed utilizzo, una specie di esperanto personale. Quando mi mancava , o mi manca,  il termine corretto, utilizzo le altre lingue, che peraltro conosco altrettanto 'spannometricamente'. E un bel sorriso ha reso sempre disponibile il mio interlocutore, che  conosce sempre qualcosa di un un'altra lingua, ad eccezione dell'interlocutore italiano..
In Catalunya, per esempio, fanno finta di conoscere solo il catalano, anche se a scuola devono studiare il castigliano. Ugualmente succede a Castelrotto e sull'Alpe di Siusi, col tedesco e l'italiano.A Basilea va molto meglio : è una stupenda città cosmopolita per natura. Ma se sei considerata straniera, te la cavi sempre.
Questo mio escamotage non è del tutto positivo. I francesi spocchiosi si voltano dall'altra parte sibilano un "Je m'en fiche". I tedeschi biascicano uno schifato "Italienerin!". Gli inglesi ti guardano esterefatti : come puoi non sapere la loro lingua,quella che hanno imposto (loro o l'economia) al mondo, o quello che loro lingua è diventata, un bastardamento di neologismi e pronunce orrende, dovute quasi esclusivamente a statunitensi ed indiani, che sicuramente fa rivoltare nella tomba lo zio Willie. E a Barcellona,mitica e stupenda città dove vorrei tornare magari per sempre, dove ho vissuto per tre mesi, c'era sempre la commessa o la cassiera che si impietosiva, forse perchè mi trascinavo dietro i miei bimbi ancora piccoli.
Non capisco perchè la difesa di una lingua passi per l'interruzione totale delle comunicazioni, e perchè, come già detto, gli unici che non difendono la propria lingua sono gli italiani. Forse perchè scrivono 'itagliani' con la 'g'?

domenica 11 dicembre 2011

Le memorie

Il memoir è un genere letterario simile all'autobiografia, che si scrive in qualsiasi momento della propria vita e non segue un ordine cronologico. E' quello che Gore Vidal definisce "il modo in cui si ricorda la propria vita". 
E' significativo, secondo me, che sia il genere più utilizzato dalle donne negli ultimi decenni, e sono spesso donne che non hanno altri modi di farsi sentire in una società patriarcale. Per questo lo si ritrova attualmente soprattutto come voci femminili italo-americane, o sudamericane, o africane.
Putroppo io non conosco molte autrici di questo genere,, ma ho letto il più possibile di due colonne della letteratura mondiale al femminile, che usano il memoir per scrivere pagine uniche : Isabel Allende e Marguerite Yourcenar.
Quando si comincia a scrivere memoir? Quando ci si ritrova ad essere SOLI A RICORDARE. Quindi non importa se lo si fa a quindici o a novant'anni. La lontananza, la solitudine, l' isolamento, la perdita di chi è più vecchio di noi, ci richiama l'urgenza di dire a qualcuno cosa c'è stato, quello che i libri di Storia non diranno mai.
Io NON sono l'Allende e men che meno la Yourcenar, ma spesso ho avuto la tentazione di provare a trascrivere ciò che è rimasto nella mia memoria, ed ho cercato di confrontare i miei ricordi, per paura di perderli o  falsarli con le nostalgie.
Ora abito nel paese in cui ho trascorso i primi anni della mia vita, prima con la balia e poi con la nonna, e che non ho mai smesso di frequentare in tutti quei decenni in cui ho vissuto lontano, fosse a cinque chilometri o a mille. Gli anziani che possono ricordare, stanno morendo tutti : è naturale, mi sto avvicinando io alla sessantina.  Ho parlato , ultimamente, solo con i figli della mia balia, ricordando le due rogge, e i fiori di 'San Giuseppe', fiorellini bianchi che spuntavano sulle sponde di questi due piccoli corsi d'acqua. E le robinie in fiore, con quel loro profumo intenso. C'era uno stagno con le rane e le lucciole, campi pieni di fiordalisi e di papaveri, i cortili con le pannocchie appese, la punizione di sgranare i piselli per costringere 'pesti' inquiete come me, a stare seduta tranquilla. La mia balia mi portava con la zappettina nel suo campo, quelloche, come molti altri,  ora è la superstrada Milano-Meda.
Questi campi si sono ritrovati pieni di uomini in tuta bianca nel 1976, quando successe la storia della diossina. Forse è stato creato più terrore del necessario, forse per strumentalizzarlo, non so. Non sono a conoscenza di dati precisi. Ho conosciuto, anni fa a Castelrotto, il Chimico inviato qui dall'Istituto Superiore di Sanità e ciò che è emerso è una grande verità : non era mai successo niente del genere prima, ciò ha reso i dati e i fatti una esasperazione, a volte una caccia alle streghe. Quello straordinario quanto negativo fatto ha dato luogo ad una direttiva europea, col nome di "Direttiva Seveso" , attualmente ancora in vigore in materia di sicurezza ambientale.
Io sono passata in bicicletta lungo il muro dell'Icmesa a poche ore dalla fuoriuscita della diossina, e non ho mai avuto problemi, ma penso che la verità, la reale situazione di allora, e sottolineo, di allora, sia ancora tutto un 'forse'  che solo il passare del tempo chiarirà.
Ecco, il memoir non deve servire a scandire fatti e date, ma richiamare ,per esempio, la paura che avevo io, che allora abitavo in centro Seregno,  di dover lasciare tutto, anche le pochissime cose che mi sono tanto care, come lettere, libri, piccoli oggetti regalati da persone indispensabili al mio cuore. So che mi alzavo al mattino, e l'ho fatto  per una settimana, spiando il colore del cielo.
Ora ci abito, in questa mascherata periferia di Milano, con il Bosco delle Querce, il Parco delle Groane, il mio giardino, e la linea ferroviara , una tra le più antiche, che sta per essere riaperta, la Seregno-Saronno-Novara-Malpensa : sarà la mia porta sul mondo,  che mi permetterà di relizzare il mio sogno, che finora è stato possibile solo a Basilea, di non usare più l'auto.
Ma il memoir non deve servire ad ancorare nessuno al passato : come tutto il passato deve servire per una futuro migliore,  per apprezzare ciò che abbiamo nel presente, e per farci capire cosa è veramente importante.
P.S. : Spero che il professore dello IULM che mi fece l'esame di Composizione Italiana, non legga questo blog : inorridirebbe per la mia ripresa abitudine brianzola di sostituire il passato remoto col passato prossimo.

lunedì 5 dicembre 2011

L'occhio interiore

"Guardavo il cielo stellato.
Una stella che il giorno prima c'era, di colpo è sparita. In realtà era morta da milioni di anni come milioni di altre stelle che stavo contemplando.
Mi sono allora reso conto che stavo guardando un cimitero di stelle, vivendo nel passato.
Allora ho ruotato di 180° il mio occhio interiore, per occuparmi del futuro ."
Larry, Numb3rs


Soldi

Se non abiti, come me, nel paese di Utopia, devi sapere che esistono regole basilari per far soldi, che non hanno bisogno di banche, titoli di stato, Borse o quant'altro. L'ho scoperto poco per volta e a mie spese, sentendomi tradita soprattutto da amici e parenti.
Regola numero 1 : NON fare il comune lavoratore dipendente, perchè non puoi scappare dalle tasse, o cercati un paio di lavori in nero da svolgere nei ritagli di tempo.
2:  NON lasciarti impietosire dall'amico disperato che non sa come pagare la rata del mutuo della casa, perchè non ha soldi.
3: Se scopri che qualcuno indossa un cappotto da quattro soldi, soprattutto se anziano e con la pensione minima, e batte i denti per il freddo, pieno di dolori per l'artrite, non toglierti il tuo piumino di marca superipercaldo per darglielo.
4: Se ti sposi o convivi,o vai ad abitare da solo, continua ad andare a mangiare a casa dei genitori pensionati, porta via soldi, gioielli e buoni postali con le scuse più pietose (poi te li dò,mi sono dimenticato di prelevare) e NON dare in cambio nemmeno un sorriso . Fai loro credere che ti occuperai di loro quando avranno problemi fisici, ma ricordati di cominciare a prenotare l'ospizio più economico dove sbatterli a suo tempo. E se hai figli,considera tuo diritto divino che tua madre arrivi magari anche a licenziarsi da un lavoro a tempo indeterminato, per tenerti il figlio 10 ore al giorno, madre a cui tu non porti né pannolini né cibo, e che deve lavare e stirare per te. Genitori a cui chiedi di tenerti il figlio anche di sabato perchè devi fare le pulizie o vuoi andare in una Spa per rilassarti di aver fatto la passacarte faccio-meno-che-posso-e mobbizzo-la collega più-brava-di-me, in qualche ufficio.
5: NON fare il volontario di qualche ONLUS o di qualche Croce, Bianca, Rossa, D'Oro o quant'altro.
6. Se hai una zia zitella è il momento che ti attivi per intortarla per bene, per farti lasciare in eredità il più possibile.
7: Se tuo fratello fa fatica economicamente, non aiutarlo, ma regalagli un sorriso da io-sono-perfetto, dicendo :" Chi ti ha detto di fare due figli? Hai voluto la bicicletta, pedala."
8: NON dare importanza alla cultura. Finite le scuole dell'obbligo, pensa di sapere già tutto e che tu non abbia più nulla da imparare. NON badare ai sogni e alle predisposizioni di tuo figlio : spingilo a frequentare al massimo la Facoltà di Economia e Commercio, o Ingegneria Gestionale, anche se sogna anche di notte, di fare il Dottorato di ricerca su Kant, o si immagina in qualche laboratorio a sprovettare in mezzo a sostanze chimiche. E soprattutto non comperare libri, perchè più di dieci tomi ti rovinano la vetrinetta del mobile della sala, pagato una cifra assurda ,perchè IKEA non è cool. Quando vai in un centro commerciale, evita il reparto libri, soprattutto se tuo figlio tende a prenderne uno. Ma evita anche il reparto giornali: il Topolino non è fashion. Tanto tu dici di sapere l'inglese ma non sai bene cosa significhino cool e fashion, ma hai paura che i compagni di scuola lo isolino. Ed i giochi non devono essere il Lego, o Sapientino, ma rigorosamente ciò che la pubblicità Mediaset ti dice, 24 ore su 24, per 12 ore contro le 12 di effettivi programmi.
9: Mi stavo dimenticando : un uomo politico, tempo fa consigliò alle donne di sposare uno ricco, perchè il mondo è pieno di uomini ricchi che possono affermare che la crisi non c'è, e la madre della donna dovrebbe insegnarle arti sopraffine per diventare una capace di prendere il maschio per il 'verso' giusto.
Penso che questi consigli siano sufficienti per farti avere case, gioielli, soldi in banca, vacanze riposanti, e quant'altro.
"Beata l'ignoranza che ti fa star bene di testa, di cuore e di panza".
Se scrivessi questi consigli su Facebook, mi ritroverei sommersa di insulti, o da commiserazione e derisione: "E' proprio stupida. Sa come fare e non ha fatto, si arrangi! Vado a vedere il Grande Fratello mentre mangio merendine. Tanto poi vado in palestra, così mi procuro anche relazioni. e poi, l'istruttore è così macho!"